“Grani di senapa”
4° numero agosto 2010
E’ il giorno 8 luglio 2010! Sono molto indaffarata a preparare i bagagli, perché domani partirò per la Spagna, dove farò, con Carmen, amica carissima degli “Apostoles de la Cruz Gloriosa”, un pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Squilla il telefono, e un altro amico carissimo Olivier Alberici, direttore della rivista francese “Appel du Ciel”, mi comunica che sono stata invitata con lui e Fabrice, suo fedele collaboratore, in Libano, in occasione del felice esito di un progetto molto ambizioso, in onore del Cielo: la costruzione della Croce più alta del mondo. Subito mi sento un poco spiazzata, devo ancora terminare di fare le valigie per la Spagna…. Domattina partirò presto. Ma, come fare a dire di no? Il Libano! Dopo aver trascorso l’ anno scorso, tre giorni a Liseaux, con Suor Brigitte e Suor Laurence, in casa di un amico comune: Jean Pierre , il sogno di visitarlo era entrato in me. Esse vivono in Libano in un eremo e i loro racconti mi avevano affascinata. Tuttavia non pensavo che il sogno si sarebbe realizzato tanto presto. Dico di sì… metto da parte momentaneamente le valigie per la Spagna, e corro in agenzia, a fare i biglietti Milano-Beirut per tutti e tre, dato che conviene partire dall’ Italia. Riesco a concludere l’ acquisto dei biglietti, alle 22 di sera, ma è fatta. Ritorno finalmente alle valigie rimaste ancora da riempire. All’ indomani parto per la Spagna e sarà una vera vacanza spirituale sulle orme di San Giacomo … 9 agosto 2010 Al mattino presto partiamo per Milano-Malpensa, dove ci aspetta l'aereo per Beirut. Ho preso con me tutti i libri in Francese e qualche Corona rossa con un po' di Preghiere: “Coroncina dell' Amore” da offrire alle persone che ci ospiteranno. La mia mente è come sospesa sull' ignoto. Non so esattamente quello che il Signore ha programmato per questo viaggio-pellegrinaggio, ma, come al solito mi abbandono a Lui, che organizza sempre tutto bene. Dall' oblò dell'aereo in fase ormai di atterraggio, scorgiamo un insieme molto esteso di grandi edifici e grattacieli: Beirut, la grande città araba del Medio Oriente è là in basso ad attenderci. Ma... , ad un certo punto, spariscono i grattacieli ed ecco il mare, il Mediterraneo. Certamente, poiché Beirut è sul mare, ma giusto alle sue spalle ci sono le montagne alte del Libano. L'aereo fa un'ultima virata ed eccoci sulla pista! L'aeroporto non è molto grande e dopo pochi minuti, ricuperati i bagagli, facciamo conoscenza con i nuovi amici che festosi ci accolgono: Marie Joie, (Maria Gioia) Il suo sorriso e i suoi occhi scuri, resi ancora più luminosi dal Kachal, che contorna i bordi delle palpebre rendono testimonianza al suo nome. I fratelli Ibanes, spagnoli di origine, ma francesi di adozione, simpatici e dinamici, che dopo aver lavorato anni, per erigere Croci Gloriose in tutti i continenti, ora hanno realizzato il grande sogno della loro vita: La Croce Gloriosa più alta al mondo: “La Croce di tutti i popoli!” L' empatia è immediata! Poi, lasciato l' aeroporto, entriamo in Beirut e ci troviamo in mezzo a quei grattacieli visti dall' aereo. Il traffico indescrivibile di Beirut ci avvolge con una varietà di sorprendenti contraddizioni che rendono la città molto vicina alla nostra Napoli: è la Napoli Libanese. Il Signore ci attende nella Chiesa moderna dedicata a Notre Dame des Anges, per la Santa Messa in francese, delle ore 18. Dopo la Messa ci viene incontro il Parroco, francescano, che parla un poco di italiano. I nostri amici parlano con lui dell' Opera “ Dalle tenebre alla Luce” e, a mia sorpresa, si accordano per un incontro testimonianza, per il sabato pomeriggio dopo la Santa Messa prefestiva. Più tardi, al ristorante, ci incontriamo con altri tre amici: Eduard, suo fratello Richard e la piccola e dolce Rita. Tutti amici per la Croce! Siamo molto stanchi, ma subito appagati da una atmosfera di amicizia e di squisita ospitalità, che, come avremo modo di constatare in seguito, è una grande qualità di tutti i Libanesi per i quali l' ospitalità è veramente sacra. I nostri ospiti, hanno fretta di presentarci Qualcuno…, troppo importante per poter attendere a domani. A notte inoltrata iniziamo a costeggiare il mare e poi a salire fino a trovarci di fronte alla maestosa statua di: “Notre Dame du Liban”. Una lunga scala in pietra a chiocciola ci permette di salire fino al lembo del manto della Madonna, che alta e maestosa, domina e protegge un litorale stupendo di luci e riflessi meravigliosi. L' aria ora, lontano dal traffico della città, è fresca, nella notte serena e stellata e si respira meglio. Ma, la stanchezza si fa sentire e … torniamo verso Beirut, il suo traffico ininterrotto di autovetture che sfrecciano a destra e sinistra in un vero e proprio slalom impressionante... La casa di Marie Joie, accogliente, spalancata sulla città ancora iper attiva a causa del gran caldo, ci attende con i ventilatori al massimo... Dopo un abbraccio e la “buona notte”, tutti volentieri a letto. 10 agosto 2010 Dopo una bella dormita, nonostante il caldo che non si placa neanche di notte, una bella doccia e una buona colazione, ecco che si parte. Saliamo verso il nord del Libano, lasciando il traffico di Beirut. Attraversiamo un accampamento di nomadi beduini, con le loro tende color terra bruciata che si confondono con la natura intorno un po' brulla e che è in assoluto contrasto con la modernità e il frenetico movimento del resto del paese. Poi su, alla volta del villaggio di Bechwat. Ma sulla strada, ci fermiamo, per fare visita ad un gruppo di persone, con il loro Parroco, che hanno iniziato un progetto a dir poco straordinario e unico: la realizzazione di un Rosario speciale: anche qui, il più grande del mondo. Il Libano, stato fra i più piccoli al mondo, ha progetti fra i più grandi al mondo! Ispirato dallo Spirito Santo, un uomo, in stato di ingiusta e misteriosa prigionia, durata 40 giorni, in Bosnia, ha visto interiormente, ispirato dallo Spirito Santo, un Rosario gigantesco, che ora sta mettendo le basi e sarà visibile da lontano e da tutti gli aerei che sorvoleranno quella zona anche di notte. Un progetto meraviglioso che prevede per ogni grano corrispondente alle Ave Maria, un grande masso di pietra scolpita e lavorata a mano, e per ogni grano corrispondente al Padre Nostro, un masso più grande con un confessionale scavato nella pietra. Sarà così un cammino di preghiera e riconciliazione molto singolare ed unico. Sicuramente fra qualche anno sarà meta di pellegrinaggi e di conversione, non solo per i libanesi, ma per tutto il mondo. Rifocillati con acqua e frutta fresca, salutiamo i nostri ospiti e proseguiaamo alla volta di Beswatt.
Il villaggio di Bechwat, piccolo e sconosciuto fino a qualche tempo fa, è ora meta di numerosi pellegrinaggi, poiché è stato visitato prodigiosamente dalla Vergine, che precedentemente si era manifestata a Pontmain in Francia, dove ora sorge una basilica di grande bellezza. Una statua della Madonna di Pontmain, vestita di blu e tutta puntinata di stelle, era stata portata in Libano e venerata. Ella apparse ad un bambino ammalato, parlò con lui e lo guarì. Oggi esiste un Santuario, dove abbiamo partecipato alla Santa Messa, ma ormai è troppo piccolo, di conseguenza accanto ne sta sorgendo un altro molto ampio, per poter accogliere le persone che accorrono in numero sempre crescente. Il Parroco, dell' Ordine Maronita ci apre con visibile gioia le porte... Questo luogo è molto distante da Beirut, così riprendiamo la via del ritorno. 11 agosto 2o10 Partiamo anche questa mattina di buon ora, poiché il programma è intenso. Prima tappa: l' Eremo di Suor Brigitte e Laurence. Non vedevamo l' ora di incontrarci. L’ Eremo sorge in montagna, ma è moderno e nella sua semplicità ed essenzialità invita alla preghiera. Le due Sorelle ci accolgono da dietro la grata che divide in due parti la cappella. Ma poi, avendo ottenuto un permesso speciale, ci aprono le porte della sala parlatorio e così possiamo riabbracciarci. Suor Brigitte, francese, artista chiamata dal Signore in modo sorprendente, lascia il mondo per seguirlo nel silenzio delle montagne del Libano, ma il suo carattere dinamico si coniuga perfettamente con il suo spirito contemplativo. allo stesso tempo. Ella accoglie tutte le persone, di qualsiasi religione esse siano, per ascoltarle, confortarle e immergerle nella preghiera silenziosa dell' Eremo. “Imma” la chiamano tutti, che in arabo vuol dire: “Madre”. Il suo motto è semplicemente: “L'Amour, l’ Amour, l’ Amour”. Insieme a Suor Brigitte vivono Suor Laurence, anche lei francese, che ascoltata in Francia la testimonianza di Suor Brigitte, lascia tutto e la segue in Libano con la sua inseparabile chitarra e i suoi canti, che ora dedica unicamente al Suo Signore. Facciamo conoscenza con una postulante, tedesca, in procinto di seguire la strada dell' Eremo. Qui si respira un' aria di vera pace...
N.B. vorrei continuare a scrivere, ma, sorpresa delle sorprese…
Sono invitata a ripartire ancora per il Libano, per la Benedizione della Croce più alta del mondo, che avverrà la notte tra il 13 e il 15 di settembre, ad opera del Vescovo della Diocesi di Baskinta.
Così, quando tornerò, terminerò il diario del 1° viaggio, e continuerò con il 2° viaggio….
A tutti arrivederci, con la promessa di portare tutti con me, ai piedi della “Croce di tutti i Popoli”!
… … … CONTINUA
Ecco due foto della croce di tutti i popoli, altre informazioni le trovate segueno il questo link:
http://terre-de-dieu.monsite-orange.fr/



